Latte crudo, pascolo, razze locali, saperi tradizionali: scopri i formaggi che raccontano la Sicilia, le osterie che li propongono e le botteghe dove comperarli. Conosci i produttori e organizza una vacanza nelle loro masserie: contribuirai a sostenere il loro lavoro e a salvare un pezzetto di biodiversità!

Chi siamo

I nostri formaggi sono prodotti solo con latte crudo, senza fermenti industriali e secondo tecniche tradizionali, tramandate di generazione in generazione. Le razze animali che alleviamo sono autoctone – alcune a rischio di estinzione – e pascolano libere nei territori incontaminati dell’isola per buona parte dell’anno.
Siamo oltre quaranta piccoli produttori, eredi – e custodi – di una tradizione casearia consolidata in Sicilia da millenni. Per aiutarci a conservare e tramandare questo straordinario patrimonio di piacere, cultura e biodiversità, scopri la nostra storia, visita le nostre aziende, organizza una vacanza nei nostri agriturismi ma, soprattutto, gusta e acquista i nostri formaggi!
Nelle pagine interne del sito troverete anche gli indirizzi dei selezionatori, affinatori, delle botteghe che, regolarmente, in Sicilia e nel resto d’Italia, hanno in assortimento i nostri prodotti.
Potrete conoscere i ristoranti e le osterie che cucinano i nostri formaggi o che li propongono nei loro carrelli.
A presto e..buona lettura!

 

Qual è la nostra filosofia

Custodire, tramandare, produrre qualità

Preserviamo e tramandiamo SAPERI TRADIZIONALI, frutto della creatività, dell’ingegno e della straordinaria manualità delle generazioni che ci hanno preceduto e che, da secoli, danno origine a migliaia di formaggi diversi. Con l’abbandono dell’agricoltura e dell’allevamento, e la scomparsa degli artigiani che possiedono la sapienza casearia, rischiamo di perdere un patrimonio alimentare senza pari.

Lavoriamo il LATTE CRUDO: perché la pastorizzazione distrugge i batteri patogeni, ma anche quelli positivi che trasmettono gli aromi delle erbe dei pascoli, e che danno quindi qualità e identità ai formaggi. I formaggi che si ottengono da latte pastorizzato sono anonimi, omologati, privi di legami con il territorio, replicabili ovunque.

I formaggi a latte crudo sono più buoni, più complessi, più interessanti.

Alleviamo i nostri animali al PASCOLO: i formaggi sono anche il prodotto di un territorio (del suo clima, della vegetazione, della morfologia, ecc).

Il latte dei luoghi dove l’erba cresce fresca e spontanea, dove la flora è ricca e diversificata, e dove gli animali sono liberi di brucare ciò che vogliono e sentono più adatto al loro benessere, è il latte migliore. Le sostanze odorifere delle erbe spontanee sono liposolubili e si trasmettono al latte attraverso i grassi, e da lì al formaggio.

L’uso delle erbe spontanee per alimentare il bestiame (quelle dei pascoli, degli alpeggi, dei fieni locali..) è una pratica antichissima che deve essere preservata.

Siamo custodi di RAZZE AUTOCTONE LOCALI: l’uomo ha selezionato nei millenni le razze più adatte alla produzione di latte e alla caseificazione, scegliendo e riproducendo quelle più rustiche e adatte al territorio sul quale pascolavano. Oggi molte di quelle razze stanno scomparendo (come la cinisara, la modicana, la girgentana, ecc..) perché soffrono la competizione con le macchine da latte selezionate per offrire alte prestazioni, grandi quantità di latte. Ma queste razze hanno bisogno di mangimi altamente proteici, di molta acqua, e non riescono a nutrirsi dei pascoli naturali e spesso aridi della nostra isola. Non sono adatte all’allevamento all’aperto. I mangimi a base di mais e soia importata, e quasi sempre ogm, producono un latte di bassa qualità e del tutto simile a quello prodotto da qualsiasi altra azienda intensiva, in Italia o all’estero, non adatto alle produzioni casearie tradizionali che devono avere una precisa identità.

Acquistare i formaggi prodotti con il latte di razze autoctone allevate localmente, è un modo per aiutare i custodi della biodiversità.

 

Che cos’è LACTIMED ?

Un progetto europeo per la valorizzazione delle produzioni casearie tipiche del Mediterraneo
Il progetto Lactimed si inserisce nel quadro del programma ENPI CBC MED, e gode di un finanziamento erogato dall’Unione europea per il tramite dello Strumento europeo di vicinato e partenariato. Il programma ENPI CBC MED mira a consolidare il rapporto di cooperazione tra l’Unione europea e i paesi partner nelle regioni affacciate sul mar Mediterraneo.
Tra il novembre del 2012 e il maggio del 2015, la rete euro-mediterranea ANIMA e i suoi 11 soggetti partner avvieranno circa cento iniziative legate ad attori della filiera lattiero-casearia di Alessandria (Egitto), della Bekaa (Libano), di Biserta (Tunisia), della Sicilia (Italia) e della Tessalia (Grecia).
In Sicilia, con il contributo di Slow Food, di Aster e della Camera di commercio italiana per la Francia di Marsiglia (CCIFM), è stato avviato un progetto di intervento locale per andare incontro a esigenze specifiche della filiera lattiero-casearia siciliana. Dopo una prima fase di diagnostica della situazione locale, realizzata da Iuri Peri, ricercatore dell’Università di Catania, gli attori locali previsti dal progetto (produttori, commercializzatori, affinatori, cuochi, istituzioni) sono stati coinvolti in riunioni, in Sicilia e in altri paesi partner, volte a mettere a punto le iniziative successive di promozione e le necessità formative. Le organizzazioni di sostegno alla filiera e i produttori locali seguiranno corsi di aggiornamento in materia di tecniche agricole efficaci e sostenibili, procedure di produzione flessibili e innovative e metodi di commercializzazione. L’organizzazione di un concorso per l’innovazione nelle produzioni casearie consentirà di aiutare otto aziende a migliorare i progetti di innovazione nel settore e due di loro, vincitori della competizione, selezionati da una giuria internazionale, otterranno un finanziamento per avviare il loro progetto. Un ciclo di manifestazioni, eventi e mercati (la Settimana dei Formaggi Tradizionali in Sicilia, dal 24 maggio al 1° giugno 2014) consentirà di portare i prodotti all’attenzione dei media, dei consumatori e degli attori economici e turistici sulle due rive del Mediterraneo. Slow Food ha organizzato inoltre scambi di esperienze tra i produttori siciliani e altri produttori italiani e internazionali e ha realizzato il sito www.sicilianroots.com per raccontarli. Tappa finale la partecipazione in un’area specifica dedicata al Salone del Gusto di Torino (dal 23 al 27 ottobre 2014).  

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